Andrea Classical Music: soluzioni tecniche per l’acustica del pianoforte
Lasciare un segno indelebile nel mondo della Grande Musica.


“La Voce del Pianoforte”
Con meticolosa attenzione all’intonazione, rigore nei dettagli tecnici e profonda devozione all’eccellenza musicale, prende vita l’acustica dello strumento in contesti storici d’eccezione.

Intonazione del Pianoforte con l’orecchio sensibile di un Maestro
Intonazione del pianoforte Steinway & Sons nel Castello Caetani di Sermoneta (Latina). Intonare un pianoforte significa vivere la fusione dell’immaginazione e dell’esperienza di avere interpretato personalmente la grande Musica con le proprie dita, in ore, mesi, anni di studio sullo strumento. Così l’Accordatura e l’Intonazione sono Maestria Tecnica, che arricchisce il mondo attorno a noi.
Liszt e Czerny, gli spartiti del pianista.
- Due grandi maestri.
- La scuola del concertista.
- Studi di bravura ed esecuzione per pianoforte.

Domande frequenti
Ogni quanto tempo dovrei far accordare il mio pianoforte?
Si consiglia di far accordare il pianoforte almeno due volte all’anno per mantenere la qualità del suono e prestazioni ottimali, per proteggere la struttura dalle variazioni igrometriche stagionali.
- Allenamento dell’orecchio: Uno strumento costantemente intonato è fondamentale per chi studia, poiché permette di sviluppare e mantenere un orecchio musicale preciso e abituato alle frequenze corrette.
- Prevenzione strutturale: L’accordatura regolare stabilizza la trazione totale delle corde sul telaio in ghisa e sulla tavola armonica, evitando cedimenti strutturali nel lungo periodo.
- Compensazione climatica: Il legno reagisce costantemente all’umidità delle diverse stagioni (riscaldamento invernale e umidità estiva); i due interventi annuali servono a riequilibrare queste naturali alterazioni fisiche.
Quali sono le principali tipologie di accordatura e intonazione acustica?
L’approccio di Andrea Classical Music si basa sulla diffusione della cultura e della fisica dello strumento polifonico. Lo studio dell’intonazione spazia dall’accordatura standard di temperamento equabile ai necessari interventi fisici di innalzamento del corista (pitch raise), fino alla micro-regolazione meccanica, fasi fondamentali per consentire allo strumento di esprimere la sua massima fisionomia timbrica.
- Sinergia tra meccanica e timbro: La micro-regolazione meccanica prepara l’interazione perfetta tra tasto, scappamento e martello, ponendo le basi fisiche necessarie prima di eseguire qualsiasi lavoro di intonazione sui feltri.
- Fisica ed equilibrio: Ogni intervento acustico rispetta le leggi fisiche della tensione delle corde (oltre 15-20 tonnellate complessive), garantendo non solo l’intonazione ma anche la stabilità strutturale del pianoforte.
- Temperamento equabile: Rappresenta lo standard moderno indispensabile per l’esecuzione del repertorio tradizionale e contemporaneo, garantendo l’omogeneità intervallare in tutte le tonalità.
- Innalzamento del corista (Pitch raise): Una tecnica indispensabile per gli strumenti che hanno subito forti cali di tensione causati dal tempo o da sbalzi igrometrici, necessaria per riportare stabilmente la frequenza al La di riferimento (440Hz o 442Hz).
Quali accordature per il mio pianoforte, per i miei concerti?
Sono un pianista e un tecnico accordatore con un percorso di studio specializzato nell’accordatura, nella regolazione e nella cura strutturale dei pianoforti, supportato da un costante approfondimento sui massimi standard acustici dello strumento.
- Approccio sinergico: Questo doppio profilo unisce la sensibilità artistica del musicista alla precisione tecnica indispensabile per la preparazione da concerto.
- Timbrica personalizzata: Lo strumento viene ottimizzato per esprimere la sua massima fisionomia sonora in base all’acustica della sala e al repertorio eseguito.
- Attenzione filologica: Gli interventi su strumenti storici e d’epoca adottano temperamenti appropriati e una regolazione conservativa per preservare l’integrità dei materiali originali.
Che tipo di manutenzione richiede la martelliera del pianoforte?
La manutenzione dei martelli (o martelletti) del pianoforte è fondamentale per preservare la qualità del suono e la risposta tattile dello strumento, poiché i feltri che rivestono i martelli si induriscono e si usurano col tempo. Si consiglia di far controllare la martelliera regolarmente da un tecnico specializzato per prevenire danni permanenti.
- Regolazione (Regulating): Ottimizzazione dell’intera meccanica affinché il martello colpisca la corda alla distanza e con la forza corretta (con una corsa standard del martello di 45-47 mm).
- Intonazione (Voicing): Gestione del timbro tramite aghi appositi per ammorbidire il feltro se il suono è metallico, o tramite soluzioni indurenti se risulta troppo cupo.
- Rimodellatura o Levigatura (Reshaping): Rimozione millimetrica dei solchi scavati dalle corde per ripristinare la forma originaria a goccia del feltro e restituire uniformità sonora.
- Pulizia e conservazione: Asportazione dei residui e della polvere di feltro per preservare l’integrità e la fluidità dei perni e dei rullini della meccanica.
- Sostituzione filologica: Fase finale del restauro in cui, esaurito lo spessore utile del feltro, si monta una nuova serie di teste di martelli conformi all’epoca dello strumento.
Come posso verificare personalmente le condizioni del mio pianoforte?
Controllo visivo dei tasti: Verifica che i tasti siano tutti perfettamente allineati in altezza e che non ci siano fessure irregolari tra l’uno e l’altro.
- Verifica della tastiera al tatto: Premi i tasti lentamente per avvertire se ci sono attriti, giochi laterali eccessivi o tasti che faticano a risalire.
- Ispezione visiva dei martelli: Rimuovi il pannello superiore frontale (nei verticali) o guarda dentro la cordiera (nei coda) per controllare se i feltri dei martelli presentano solchi profondi scavati dalle corde.
- Test dei pedali: Aziona il pedale del forte (destro) e quello del piano (sinistro) per assicurarti che non emettano cigolii meccanici e che liberino o smorzino le corde in modo uniforme.
- Ascolto dell’intonazione: Suona una scala cromatica per identificare note isolate che risultano improvvisamente troppo metalliche, sorde o “false” (che vibrano male a causa di una corda scordata rispetto alle altre dello stesso tasto).
- Esame della tavola armonica: Controlla il retro del pianoforte verticale o il fondo del pianoforte a coda alla ricerca di eventuali crepe evidenti nel legno, che potrebbero compromettere la tenuta dell’accordatura.
Come posso monitorare il tasso di umidità nella stanza del pianoforte?
- Uso dell’igrometro: Installa un igrometro digitale nella stanza, posizionandolo vicino allo strumento ma lontano da fonti dirette di calore o correnti d’aria.
- Valori ideali: Mantieni il tasso di umidità costantemente compreso tra il 40% e il 60% per evitare che il legno della tavola armonica si dilati o si ritiri.

